Il nostro sostegno al Progetto di Piccoli Grandi Cuori che colora e dipinge 500 metri quadrati di pareti nella Cardiochirurgia pediatrica del Sant’Orsola


Quello che vedete in foto si chiama “ambulatorio Ghiandaia”: è il numero 2, uno degli 8 ambulatori che abitano gli spazi delle Unità Operative di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica e dell’Età Evolutiva del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS a Bologna dove ogni anno vengono visitati circa 9000 piccoli pazienti provenienti da tutto il Paese ed eseguiti 350 interventi di cardiochirurgia.
In questo spazio, colorato e decorato grazie al Progetto Pareti dell’associazione Piccoli Grandi Cuori, abbiamo lasciato un piccolo segno per far crescere quel piccolo seme che diventerà germoglio grazie alle cure amorevoli e sapienti di chi lo accoglie e cura con responsabilità, impegno e sacrificio.
Il progetto Pareti: bellezza nei luoghi di cura
Il progetto Pareti vuole portare la bellezza in questo importantissimo luogo di cura per ridurre la percezione di medicalizzazione dei pazienti, costretti a vivere con assiduità gli spazi dell’ospedale insieme alle proprie famiglie.
I bambini e i rispettivi genitori, i ragazzi e i pazienti che diventano adulti, così come il personale medico sanitario, sono immersi in un ambiente immaginario di ampio respiro: una natura protagonista, un messaggio fortemente ecologico che si associa ai riferimenti al mondo contadino abbracciando così, in maniera universale e trasversale, tutti i popoli.
Poco più di un anno fa abbiamo scelto di aderire a questo Progetto che decora e colora quasi 500 metri quadrati di Ospedale, con una piccola donazione: l’ambulatorio numero 2 da giovedì 29 settembre porta il nostro segno all’interno di una targa che l’associazione ha gentilmente apposto all’interno dello spazio per ringraziarci di questo piccolissimo gesto di solidarietà, insieme ad una mela posizionata come frutto sull’Albero del Donatore che si trova all’ingresso del Reparto.



Grazie di cuore all’associazione che ci ha dato questa preziosa opportunità e grazie allo staff di medici e sanitari che cura i piccoli e grandi pazienti cardiopatici.
